Mimosa e vaso antico

Mimosa e vaso antico Marco MassarelliInterpretare un quadro del pittore Marco Massarelli di Anzio è un impegno agevole per chi da tempo lo conosce come "persona" e come artista, mentre per chi vi si accosta per la prima volta può rappresentare qualche difficoltà. Ecco il motivo, che mi spinge a scrivere queste mie riflessioni. La pittura di Massarelli chiede all'osservatore una sosta attenta ed approfondita, perché il processo evolutivo di questo artista, che è costantemente teso alla ricerca del nuovo, tematiche e tecniche, non ha sosta. Necessita essere attenti e pronti, perciò, a scoprire un altro momento creativo della sua opera ed una nuova maniera di affidare alla tela la rielaborazione di un ennesimo aspetto del "reale" rimasto ancora inesplorato. I quadri di Massarelli, in ogni modo, rivelano nella intuizione del tema e nella realizzazione, alcune costanti ormai consolidate e fondamentali. Ecco la prima: la meticolosa ricerca, quasi certosina, di particolari architettonici, di scorci, di forme naturali, di geometrie, di contrasti, che egli riesce a "zumare" come un esperto fotografo o consumato regista. Cose semplici ed umili - si potrebbe affermare - estratte dal mondo oggettivo, liberate dall'anonimato, e collocate poi in primo piano come protagoniste del quadro, col sostegno di una sorgente luminosa rivelatrice e vivificante. Ecco, perciò, una seconda costante: la luce. Non un sol quadro di Massarelli delude questa esigenza. Tutti presentano un "punto luce", una "zona luce", che focalizza ed esalta la composizione pittorica. Massarelli, del resto, ben sa che la luce contiene e riassume la naturale policromia dei colori fondamentali, anzi dovrei dire la ritiene, come affermava Aristotele, la "quintessenza" intelligente.

 

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