Guerriero Maja

2002 - MARCO MASSARELLI (di Gennaro Coviello)

marco massarelli guerriero majaDai veli della luce alla lastra del tempo Massarelli appare oggi, come un pittore singolare, un artista che pone l'immaginazione al servizio della sua realtà di pittore, di quel modo visivo di dire che trova nell'opera la sua rappresentazione.

La singolarità di Marco Massarelli, direi abbastanza unica, è quella di aver personalizzato la luce, realtà privilegiata di natura incorporea, tramite della comunicazione fra le regioni superiori del mondo e l'uomo.

Massarelli è andato ancora, oltre tale personalizzazione; si è in certo modo allacciato alla metafisica di Parmenide, poiché tutte le cose, si dicono "luce e notte".

La luce di Massarelli, è una sostanza che si tramuta in velature trasparenti, diafane quel tanto che occorre, attraverso le quali è possibile vedere rappresentato, l'elemento figurale di una memoria antica, eroica, archetipa e leggendaria che sia.

La presenza della forma prima, quale è la luce, in tutti gli elementi delle opere di Massarelli, è affermata dal tempo, dimensione rappresentata come una lastra nella concretezza e tattilità della sua superficie e del suo spessore.

Nella luce mutatasi in velo, e nel tempo mutatosi in lastra immaginaria estensibile all'infinito è compresa tutta la significanza del concetto visionistico dell'artista. Con queste due fondamentali entità, Massarelli pone le sue forme nella luce, dichiarando rappresentativamente la loro scaturigine, facendone apparire altre, nel gioco delle ombre e nelle effettualità tonali, solo quel tanto che occorre alla dipanazione della memoria ricordo intrisa nell'alveo del passato.

Nella dimensione tempo, Marco Massarelli ha concatenato il rapporto tra passato e futuro, lasciando alla memoria dell'evento, l'antefatto della rappresentazione iconica vista nei percorsi di un immaginario riesumato della storia e dalla fede, dall'attualità e dall'esistenza La nozione del possibile quindi, si configura in Massarelli come realtà rappresentativa, rientrando nella presenza della memoria delle cose, di quello che sostanzialmente è, sia a livello onirico che a quello di civiltà passata.

La connessione tra luce e tempo, non opposti, ma coesistenti in loro è il fulcro fondamentale e segreto di tutta l'arte massarelliana.

Fulcro che evidenzia ed esita itinerari e presenze, di nuovo, di sacro e di antico, detto con un disegno incisivo, possente, - delicato nei suoi più compositi tratti, i commisto ad un colore che riesumando l'evento di una classicità di maniera, risalta la plasticità dei corpi e l'espressione interiore dei soggetti.

E tra i veli della luce che Massarelli riscopre il vero e il bello?

Il tempo li indefinisce, li formula come pregnanze uniche, ne consacra la dimensione evocativa accolta dal pittore che tramuta con l'entroterra stesso del passato, riscoprendo nell'immagine stessa, quel significato sempre nuovo e affascinante di conoscenza e di vita.

Mondano e Spirituale nell'opera massarelliana sono tra mite di esperienze formale, retaggio di luce e attimo di spazio relativo all'eternità intesa come identità ed entità atemporale.

Luce e tempo in questo artista sono le vie che l'anima percorre in funzione della sua esperienza conoscitrice attraverso lo strumento psichico che la informa.

Pittore di memoria dunque, Massarelli, di una maniera che inizia finalmente a concretizzare formule immaginarie e nella mente concreta luce e tempo, non più dialettiche di filosofia e matematica, ma presenze concepibili e fruibili attraverso il mondo di Marco Massarelli.
Gennaro Coviello


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