Girasoli e vaso antico

massarelli marco girasoli e vaso antico2002 (Victor Hugo Antei)

Interpretare un quadro del pittore Marco Massarelli di Anzio è un impegno agevole per chi da tempo lo conosce come "persona" e come artista, mentre per chi vi si accosta per la prima volta può rappresentare qualche difficoltà. Ecco il motivo, che mi spinge a scrivere queste mie riflessioni. La pittura di Massarelli chiede all'osservatore una sosta attenta ed approfondita, perché il processo evolutivo di questo artista, che è costantemente teso alla ricerca del nuovo, tematiche e tecniche, non ha sosta. Necessita essere attenti e pronti, perciò, a scoprire un altro momento creativo della sua opera ed una nuova maniera di affidare alla tela la rielaborazione di un ennesimo aspetto del "reale" rimasto ancora inesplorato. I quadri di Massarelli, in ogni modo, rivelano nella intuizione del tema e nella realizzazione, alcune costanti ormai consolidate e fondamentali. Ecco la prima: la meticolosa ricerca, quasi certosina, di particolari architettonici, di scorci, di forme naturali, di geometrie, di contrasti, che egli riesce a "zumare" come un esperto fotografo o consumato regista. Cose semplici ed umili - si potrebbe affermare - estratte dal mondo oggettivo, liberate dall'anonimato, e collocate poi in primo piano come protagoniste del quadro, col sostegno di una sorgente luminosa rivelatrice e vivificante. Ecco, perciò, una seconda costante: la luce. Non un sol quadro di Massarelli delude questa esigenza. Tutti presentano un "punto luce", una "zona luce", che focalizza ed esalta la composizione pittorica. Massarelli, del resto, ben sa che la luce contiene e riassume la naturale policromia dei colori fondamentali, anzi dovrei dire la ritiene, come affermava Aristotele, la "quintessenza" intelligente.

Mimosa e vaso antico

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E nei suoi quadri la luce è vitale, rispecchia inoltre il suo mondo interiore e testimonia l'ansia dell'artista, teso verso la comprensione del bene e del bello. C'è dell'altro: la pittura di Massarelli sottintende sempre un messaggio, che l'autore porge con discrezione, con delicatezza, lasciando all'osservatore lo stimolo ed il piacere della scoperta. Penso che egli faccia ricorso a veli leggeri, a penombre sfumate, ad incastri geometrici, proprio per collocare in trasparenza ciò che deve essere scoperto dal destinatario. La ricerca dei soggetti, nei quali Massarelli intende trasferire di volta in volta gli impulsi e gli stimoli della sua interiorità e che fanno da catalizzatori tra soggettività ed oggettività, si espande in tutte le direzioni: un ferro battuto, un rosone, una cariatide, una statua od un suo particolare, un passo di danza, un volto sofferente, una natura morta che vive nella tela, una conchiglia, un reperto archeologico. Non sfuggono a questo artista, figlio di Anzio e figlio del mare, le testimonianze di un ricco passato, che le generazioni hanno seminato lungo la costa e nel retroterra del suo luogo nativo. Ed ecco un accenno a parte per le tecniche espressive: Massarelli le conosce tutte, è padrone assoluto d'ogni malizia, ma nei suoi dipinti, nei quali prevalgono i colori scuri ed i lampi di luce, si avverte, ma non si riesce a definire, perché personalissima ed ancora "top secret", una tecnica che non rivela i suoi segreti, mentre ne dona i risultati. Oso azzardare: si tratta forse di una "SEQUENCE'S QUALIFIED PAINTING?" Chiudo queste note con una considerazione d'ordine pratico: un "Massarelli" trova facilmente una idonea collocazione negli ambienti culturalmente "caldi" ed è, inoltre, sempre, un intelligente investimento.
Victor Hugo Antei

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